I residui della lavorazione del marmo viaggeranno in treno

L’investimento di 2,3 milioni a carico di Regione, Province di Lucca e Massa Carrara, Comuni di Minucciano e Càsola Lunigiana, Comunità Montane della Garfagnana e della Lunigiana ed RFI.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 marzo 2010 14:26
I residui della lavorazione del marmo viaggeranno in treno

Esattamente tra dodici mesi, le strade di Garfagnana e Lunigiana potranno dire definitivamente addio ai 15 mila camion che, annualmente, attraversano l’Appennino Tosco-Emiliano. In forza di un accordo sottoscritto ieri mattina in Palazzo Ducale, a Lucca, infatti, il 1° marzo 2011 entrerà in funzione lo scalo-merci di Minucciano, dove la “Migra”, società a maggioranza pubblica partecipata dal Comune, che produce granulati e polveri di marmo, potrà trasferire il materiale estratto dalle cave su carri ferroviari (in tutto 13, ciascuno con 2 container), che percorreranno un tratto della linea ferroviaria Lucca-Aulla e, quindi, la linea ‘Pontremolese’ fino a Sassuolo, dove ha sede lo stabilimento Kerakoll, che trasforma i residui del marmo in malte e collanti per l’edilizia.

Si eviterà così l’uso dei camion, che oggi, per arrivare a destinazione, devono attraversare i centri abitati di Pieve S. Lorenzo e Minucciano, in Alta Garfagnana, e Càsola, in Lunigiana, e poi la Cisa. Un trasferimento-merci fonte di disagi e di inquinamento: 50 autotreni al giorno che, tra andata e ritorno, si muovono sulle inadeguate strade dell’Appennino. Soddisfatto dell’accordo, il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli: “I benefici del progetto – dichiara - sono molteplici: per il sistema della mobilità, per l’ambiente e per l’occupazione.

Le misure restrittive al transito dei mezzi pesanti, infatti, cominciavano a creare seri ostacoli alla prosecuzione dell’attività lavorativa dell’azienda Migra. Di qui la soluzione del trasferimento delle merci da gomma a rotaia: l’alternativa più efficace, che permetterà di mantenere attiva la produzione, garantendo la sostenibilità dell’impresa. Il tutto con benefici sull’ambiente e sulla qualità della vita delle zone interessate. Minucciano può rappresentare un’esperienza-pilota esportabile anche in altre realtà produttive del territorio”. Il costo complessivo dell’operazione è di 2 milioni e 270 mila euro, così ripartiti: 970 mila a carico della Regione (serviranno, in particolare, per la realizzazione delle opere di adeguamento della stazione ferroviaria di Minucciano-Pieve Casola); 550 mila euro ciascuna per le Province di Lucca e Massa Carrara; 120 mila per il Comune di Minucciano; 40 mila per la Comunità Montana della Garfagnana; 30 mila per la Comunità Montana della Lunigiana; 10 mila euro, infine, a carico del Comune di Càsola in Lunigiana. Gran parte delle risorse servirà dunque per i lavori di adeguamento della stazione ferroviaria di Minucciano-Pieve Casola, oggetto di un intervento infrastrutturale che prevede modifiche alle tecnologie e la posa di due binari, a cura di Rfi, nonché la successiva installazione di una “grutranstainer” che consentirà il posizionamento dei container coi residui del marmo sui convogli ferroviari.

I primi lavori dovrebbero partire a giugno e concludersi tra gennaio e febbraio del prossimo anno. L’attivazione dello scalo di Minucciano è prevista per il 1° marzo 2011. L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Conti, dal presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, dal presidente della Provincia di Massa-Carrara, Osvaldo Angeli, dai sindaci di Minucciano, Domenico Davini, e di Casola in Lunigiana, Riccardo Ballerini, dai presidenti delle Comunità Montane della Garfagnana e della Lunigiana, rispettivamente Mario Puppa e Paolo Bissoli, nonché da Calogero Di Venuta responsabile della Direzione territoriale produzione di RFI.

I soggetti promotori sono le Province di Lucca, in particolare l’assessorato alla viabilità guidato da Emiliano Favilla, e quella di Massa Carrara. L’ente attuatore è il Comune di Minucciano.

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