Ataf: in quattro giorni recuperati 1.300 euro

1.300 euro di incasso e 81 verbali. Sono questi i primi numeri della campagna Ataf "No Ticket NON Parti" che da settembre si farà più intensa. Per il presidente Ataf Bonaccorsi "è iniziata la rivoluzione copernicana".

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 luglio 2009 17:09
Ataf: in quattro giorni recuperati 1.300 euro

Circa 1.300 euro di incasso, pari a 670 titoli di viaggio venduti (524 biglietti di corsa semplice e 146 da quattro corse) e 81 verbali di sanzione: sono i numeri dei primi quattro giorni della campagna "No Ticket NON Parti", l’iniziativa di “prefiltraggio” a terra e prevenzione dell’evasione varata da Ataf mercoledì della scorsa settimana. Oltre 70 volontari (impiegati, quadri e dirigenti dell’azienda di trasporto pubblico) hanno presidiato le fermate più frequentate della rete, controllando preventivamente migliaia di passeggeri in attesa e vendendo i biglietti a chi ne era sprovvisto, prima che salisse sul bus.

Un’operazione voluta da Ataf principalmente per il suo contenuto etico, ma dagli importanti risvolti commerciali: “Il fatto che un passeggero sappia che chi gli siede accanto sul bus ha pagato il biglietto come lui è una questione di civiltà – ha detto il presidente di Ataf, Filippo Bonaccorsi – ma, procedendo a questi ritmi, riusciremo ad ottenere anche un buon risultato economico, incrementando le vendite di circa il 2%”. "No Ticket NON parti" è solo il primo passo della massiccia campagna antievasione alla quale Ataf sta lavorando: da settembre i verificatori diventeranno 60 (oggi sono 24), allineando così agli standard delle maggiori città europee il numero di dipendenti impegnati nei controlli in rapporto al parco mezzi e ai chilometri percorsi. “Firenze non può assolutamente figurare in fondo alla classica europea del trasporto pubblico”, ha aggiunto Bonaccorsi.

“E’ iniziata la rivoluzione copernicana dell’Ataf: mettere al centro dell’organizzazione del servizio le esigenze dei cittadini che prendono il bus. La prima di queste esigenze è non sentirsi più beffati da chi viaggia accanto a noi senza aver pagato”.

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