NON AL DENARO, NÉ’ AL POTERE, NÉ’ AL SESSO

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 giugno 2006 10:48
NON AL DENARO, NÉ’ AL POTERE, NÉ’ AL SESSO

Si intitola così il ciclo espositivo della stagione 2006/07 che Fabio Norcini propone nel foyer del teatro Puccini. Data per scontata l’impraticabilità della satira, ormai decaduta a strombazzamento dell’inciucio o, nella migliore o peggiore delle ipotesi in poltrone di “emergenza”, continua l’esplorazione di nuovi talenti e la riproposta di grandi autori scomodi. Tutti con il comun denominatore di rifiutare le sirene che attirano, manco la realtà fosse una soap opera, i nostri contemporanei.

All’indice quindi i temi (sesso, potere e soldi) che sono la dannazione dei nostri tempi, il miraggio che “ci porta tutti quanti, maschi femmine e cantanti, su un tappeto di contanti, nel cielo blu”, come cantava quel Fabrizio ad un cui celebre titolo si è attinto. Uno dei tanti che ha detto no, e che aprirà la stagione, è Mario Spezi: giornalista di inchiesta, ma anche squisito caricaturista, non si è mai piegato (non mi piego né mi spezi) alle logiche del potere. E per questo è stato perseguitato.

Chi il sesso cercava di pelarlo, con un certo Figaro, era Mozart. A lui un omaggio collettivo (con opere di Staino, Bozzetto, Chiostri, Squillante, Cattoni, Isca, Foletti, Carino, Mora, Mannelli, Vecchiato, ecc. ecc.) allo scadere del “centenario”. Non mancano i nuovi talenti e Desiderio Sansi, umbro tetragono alle lusinghe della facile celebrità, è tra questi. Poi Dante riletto da un bergamasco, Aldo Bortolotti. Nel progetto altri autori, ma ancora è prematuro definire il percorso completo. Ci auguriamo, come è ormai tradizione e fiore all’occhiello della nostra attività, di far centro nell’anticipazione di talenti che poi si affermeranno a livello nazionale e di riportare alla ribalta “mostri sacri” che le chiacchiere dei media e i vati della dissoluzione e del debole pensiero hanno respinto in corner.

Noi proprio da quest’angolo di foyer partiamo e il nostro goal, come al solito, è di continuare ad esistere. MARIO SPEZI, UN “MOSTRO “ ANCHE AL TRATTO E CON IL RITRATTO…. Oltre che ottimo cronista Mario Spezi si è sempre dilettato con matite e pennelli. Ma è soprattutto nei ritratti, caricaturali ma eseguiti con estrema eleganza e raffinatezza, che sa dare il meglio. Cronista-detective, comunque “mastino” anche nella rappresentazione del volto, sa con pochi tratti catturare le caratteristiche di un’espressione e renderla sulla pagina.

Non a caso grandi spazi gli sono stati concessi sulle pagine di quotidiani e riviste. Riconosciuto a livello nazionale per questa sua non certo dilettantesca attività (varie mostre personali in importanti gallerie, sue opere in musei ecc.) benché sempre in ombra rispetto alla stereotipizzazione di “mostrologo”, ha sempre tenuto molto a questo aspetto della propria creatività, pur con la consueta autoironia. Proprio per il marzo scorso chi scrive aveva progettato una sua retrospettiva per Art-Off al Teatro Puccini di Firenze, “saltata” all’ultimo momento per motivi logistici.

In quell’occasione gli avevo proposto un qualche titolo giocoso, del tipo “Non mi piego ma mi Spezi”, proprio in riferimento alla grottesca vicenda giudiziaria della quale è vittima, o meglio “capro espiatorio”, nell’accezione di René Girard. Mi rispose che trovava, cito testualmente, “ottimo anche il titolo, magari da limare (non so come) un po’. Da mostro a mostra... Per il censurabile, andrò a rovistare tra le mie schifezze e sicuramente troverò qualcosa di ... mostruoso”.

Mario, che a telefono non mancava mai di salutare chi in quel momento ci stava ascoltando, ha grandi riserve di sensibilità, di understatement e di icasticità figurativa. Ma credo che gli riuscirebbe difficile eseguire il ritratto dello stolido sistema che lo sta ingiustamente accusando. Ma anche i film, di Petri o di Rosi, prima o poi finiscono. E speriamo che si possa inaugurare la prossima stagione espositiva del Puccini con … “Da mostro a mostra”. (fabio norcini)

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