Notte di Halloween all'Auditorium Flog


Per la Notte di Halloween più ‘scraniata’ in città non poteva mancare per protagonista la band Americana che più di ogni altra ha incuriosito per originalità, anti-divismo e progetti ‘sopra le righe’ degli ultimi anni: gli OLD TIME RELIJUN, che tornano sul palco dell’AUDITORIUM FLOG di Firenze proprio per Halloween, venerdi 31 Ottobre dale ore 22.00
A metà anni 90, dal vortice creativo di Olympia, nascono OLD TIME RELIJUN, progetto surreale di Roots-music composto da Arrington de Dionyso (voce, chitarra e clarinetto basso), Aaron Hartman (contrabbasso) e Phil Elvrum (batteria) membro anche di Microphones e D+.
Dopo alcuni demo-tape, nel 1997 pubblicano “Songbook Vol.1”, album autoprodotto, in cui si incontrano Folk, Country, Rockabilly e Blues, presentati con un suono molto “primitivo”.
Le canzoni di questo album oscillano tra Holy Modal Runners e Captain Beefheart, Violent Femmes e Truman’s Water.
Nel 1999 arriva il debutto su K Records “Uterus and Fire”, più concentrato su Blues e Jazz, con riferimenti a Jon Spencer Blues Explosion e Doo Rag. E’ un album di straordinario impatto.
“Archaeopteryx Claw” e' uno dei loro capolavori: una vibrante chitarra Delta-blues scandita da una batteria rimbombante, mentre il cantante ulula alla luna il suo turpe mantra. “Jail” e' la traccia piu' elettrizzante, quasi Punk-rock nella tradizione dei Birthday Party.
Pochi mesi più tardi esce “La Sirena de Pecera” (seguito dal primo tour europeo), che include alcuni brani di Uterus and Fire tradotti in italiano, spagnolo e portoghese.
Nel 2001 esce “Witchcraft Rebellion”, album che sembra amalgamare tutte le convulsioni, schizofrenie e rabbia di OTR, un album che può essere la voce di gente comune, con i suoi testi che parlano di sesso, misticismo, Madre Terra e religione.
“Dark of the Male…” suona come la colonna sonora di un film macho anni ‘70 diretto da Captain Beefheart; “The book of Life and Crime” coagula Dub e digressioni psichedeliche; troviamo anche “Cuneiform”, con un testo tratto da un poema erotico della Mesopotamia.
Nel 2003 esce “Varieties of religious experience”, una sorta di disco riassuntivo di varie esperienze e registrazioni nell’arco di un decennio, ancora su K records, ancora Rock selvaggio, Punk aggressivo e Free Jazz , Gospel, Ultra-garage, Horror-show in un allucinata combinazione.
Arrington de Dionyso canta incubi dall'inferno parlando di fuoco, veleni, draghi, serpenti e bambini. Il resto della band (Aaron Hartman-contrabasso, Rives Elliot- batteria) si unisce a creare un cacofonico assalto lo-fi a base di crudissime chitarre e crudissimi tamburi, banjo e scacciapensieri, sax ai limiti del Free noise, suonando come metallo sfregato sul metallo. Potrebbero essere di Olympia-Usa, in realtà sappiamo che vengono dall'inferno.

Redazione Nove da Firenze