Nuovi corsi di studio dell'Università di Firenze

Redazione Nove da Firenze
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28 marzo 2001 20:08
Nuovi corsi di studio dell'Università di Firenze

Sono 86 le lauree di primo livello, cioè triennali, istituite presso l'Ateneo fiorentino. Lo ha deciso il Senato accademico nella seduta odierna. Con questa delibera l'iter per l'attuazione della riforma universitaria (caratterizzata, com'è noto, da una diversa articolazione dei percorsi, il cosiddetto 3+2) a Firenze raggiunge una tappa importante: manca ora solo il via libera del Consiglio Universitario Nazionale. Entro i primi giorni di maggio, inoltre, l'Ateneo definirà quali corsi di studio saranno attivati per il prossimo anno accademico.
"Tra quelli istituiti - spiega il rettore dell'Ateneo fiorentino Augusto Marinelli, che ha presentato oggi il nuovo assetto dei corsi presso il Salone dello studente Campus web orienta, alla Stazione Leopolda - 38 corsi di studio sono del tutto nuovi, ma devono essere considerati tali anche i corsi che mantengono una denominazione simile o uguale agli attuali corsi di laurea, perché la riforma porta una diversa organizzazione della didattica".
"Certamente la riforma non mantiene in pieno la promessa dell'autonomia didattica - continua Marinelli - nel delineare i propri corsi di studio, le Università hanno dovuto muoversi all'interno di binari ben assegnati a livello centrale.

Questa tuttavia è un'occasione preziosa, soprattutto per rinnovare l'organizzazione della didattica e venire incontro alle esigenze formative degli studenti".
"A questo proposito - annuncia il Rettore - abbiamo previsto di utilizzare, attraverso un apposito bando, circa 170 studenti senior come tutor nei confronti dei nuovi iscritti. Stiamo, inoltre, lavorando intensamente per il nuovo sistema informativo d'Ateneo e per arrivare a consegnare agli studenti una smart card che semplifichi l'accesso ai servizi e alla propria posizione amministrativa".
"Uno degli aspetti più interessanti della riforma sta nell'esplicito confronto e collegamento degli obiettivi formativi con il mondo del lavoro, la cui consultazione è stata indicata come obbligatoria per le Università - nota il Rettore Marinelli - È richiesto, perciò, un più stretto rapporto con il territorio per un'integrazione con il tessuto produttivo, a beneficio delle possibilità occupazionali dei laureati.

In questa direzione già ci stiamo muovendo: pensiamo alle iniziative didattiche che hanno sede a Sesto, Prato, Pistoia, Empoli e prossimamente anche a Scandicci e nel Valdarno".

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